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" Una clowneria di classe "

Il cartellone di Verscio, nonostante frequenti e gradite aperture alle novità, presenta produzioni che confermano la fama che si è costruita in tanti anni nel solco di una tradizione. È il caso dello spettacolo " La Porta ", proposto dalla Compagnia " DUE+UNO " con Bernard Stoeckli, Andreas Manz, già attori della Compagnia Teatro Dimitri ed ex-allievi, acui si è recentemente aggiunto Kai Leclerc : una creazione diretta da Bustric (Sergio Bini) con suggerimenti coreografici di Philippe Olza. Con pennellata magrittiana, tre manichini senza testa con cappotto e cappello sfilano raggiungendo il palco per rilevarsi in un trio che ricorda la formazione tipica del circo con i caratteri del " clown bianco " e quello dell’ "Augusto " in sodalizio contrappositivo. Fra i tre c’è grande lotta per il possesso di una porta dietro di cui c’è nonsense, l’assurdo e l’improbabile, il mondo della fantasia che esplode con riferimenti alla clownerie più classica, alla pantomima del cinema muto, dalla micromagia al jonglage, il tutto in una giostra funambolica di trovate esilaranti in cui trovano una riuscita unione la precisione tecnica, la classe e l’estrosa bravura dei tre e in una sorta di cocktail del meglio di un’arte che da tempo ha lasciato l’arena per entrare di diritto nel repertorio teatrale. "

(Giorgio Thoeni, " Azione " Ed. N. 23, 2006)


" LaPorta " : il sipario dei clown

Uno e Due. Questi i nomi dei tre clown che sul palco del Teatro Dimitri di Verscio si sono esibiti mercoledì sera nella prima dell’allegra rappresentazione " La Porta ".
" La Porta " non è soltanto il titolo dello spettacolo, la porta è colei attorno alla quale si muovono i personaggi, una sorta di protagonista immobile della scena. Tinta di rosso è in balia dei clown che a gara ne reclamano la proprietà. Ma non solo è un desiderio di possesso il loro, è un vero e proprio affetto che, verso la fine della rappresentazione, viene ricambiato dall’uscio stesso. La porta rivela infatti un’inaspettata facciata umana durante un litigio in cui Uno e gli altri Due se la contendono. La rissa si conclude con l’accoltellamento del pezzo di legno. A questo punto i tre perdono qualsiasi interesse per il litigio. Ciò che realmente conta è mantenere in vita quell’uscio che da solo permette di andare e venire, di chiudersi un mondo alle spalle o di aprire il futuro a nuove realtà. L’andirivieni, questo il fascino dello spettacolo, questa la ragione che spinge i clown a scrivere a turno, con il gesso, la parola " Mia " sulla porta.
Bernard Stoeckli, Kai Leclerc e Andreas Manz divertono con acrobazie ed esilaranti gag come quella degli schiaffi a rallentatore. E sul finale sorprendono il pubblico con un impressionante numero di illusionismo.
Lo spettacolo, diretto da Bustric, è interpretato dalla Compagnia " DUE+UNO ", le musiche sono curate da Florian Volkmann e la coreografia da Philippe Olza. "

(NDM, Girnale del Popolo, 8 aprile 2006)